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Ford ha annunciato lunedì scorso la fine della produzione di veicoli in Brasile. La decisione ha portato alla cessazione immediata delle attività presso gli stabilimenti di Camaçari (Bahia) e Taubaté (San Paolo), mantenendo solo la produzione di ricambi, mentre la produzione di jeep Troller sarà mantenuta solo fino all’ultimo trimestre del 2021 a Horizonte (Ceará). Sono migliaia i lavoratori che ingrosseranno le fila dei disoccupati in Brasile e Argentina, oltre alle migliaia indirettamente colpiti dai licenziamenti.

I lavoratori della Florenzi Industries in El Salvador stanno lottando contro il padronato e le istituzioni statali contro la chiusura della fabbrica e il mancato pagamento dei salari. Invia un tuo messaggio di sostegno a redaccionmilitantebpj@gmail.com e pubblica messaggi di solidarietà sui social media con l’hashtag #SolidaridadObrerasFlorenzi, insieme a immagini e video.

La cosiddetta terza ondata dell’epidemia è in pieno sviluppo. Le cifre record di vittime e di nuovi contagi negli Usa e in Gran Bretagna sono un chiaro avvertimento. In Italia, Francia, Germania ecc. il tentativo di fermare il contagio con misure a geometria variabile si è dimostrato fallimentare. La diffusione del virus rallenta solo temporaneamente per poi riprendere a salire prima ancora che i reparti ospedalieri si siano svuotati.

Alan Woods, direttore di marxist.com, esamina la tumultuosa situazione mondiale all’alba del 2021. Il capitalismo è in una profonda crisi. Mentre un pugno di miliardari si arricchisce, la stragrande maggioranza è intrappolata tra la pandemia di coronavirus e la povertà. Ma i marxisti rimangono ottimisti. La classe operaia e la gioventù stanno iniziando a scaldare i muscoli in preparazione alle battaglie future .

Il 2021 è iniziato con il botto. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, gli eventi di ieri hanno messo in luce la profondità della crisi del capitalismo statunitense – ed è solo l’inizio. Anche negli anni turbolenti antecedenti e successivi alla guerra civile degli Stati Uniti, non avevamo mai visto dei manifestanti violare l’edificio del Campidoglio degli Stati Uniti – e incoraggiati dal presidente in carica! I protocolli di emergenza contro gli attacchi terroristici sono stati attivati mentre i gas lacrimogeni venivano lanciati lungo i corridoi, e almeno una persona è stata uccisa a colpi di arma da fuoco. Come ha affermato l’ex presidente GW Bush, queste sono le scene che ci si

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I vaccini per il COVID-19 che lentamente cominciano ad essere distribuiti, offrono un barlume di speranza a milioni di persone comuni che hanno trascorso la maggior parte dell’anno intrappolate nell’incubo, apparentemente senza fine, di questa pandemia. Per i capitalisti del settore farmaceutico, queste risorse essenziali (il cui sviluppo è stato finanziato in gran parte con denaro pubblico) sono una miniera d’oro da depredare. Nel frattempo, l’accumulo di scorte da parte delle potenze imperialiste e la sete di profitti di Big Pharma hanno posto un vaccino efficace fuori dalla portata delle aree più povere del mondo.

Abbiamo appena ricevuto una bellissima notizia: Amar Fayaz è stato rilasciato oggi. I servizi di sicurezza dello stato lo hanno riportato al suo villaggio.

Il fatto che Joe Biden abbia battuto Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca non dovrebbe sorprendere. Dopotutto, il suo avversario era un’incompetente star dei reality TV che governava durante un’economia devastata e una pandemia incontrollata. Solo pochi mesi prima, il comandante in capo era stato costretto a nascondersi in un bunker di fronte al più imponente movimento di protesta nella storia del Paese. Ciò che sorprende è che il risultato sia stato tutt’altro che scontato.

Il XXI Congresso di Sinistra classe rivoluzione, sezione italiana della Tendenza marxista internazionale, si è svolto dal 5 al 7 dicembre. Le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria ci hanno costretto a tenerlo in modalità online. Lungi dall’impedire un ampio numero di partecipanti, ciò ha favorito la presenza eccezionale di 94 delegati e attorno ai 200 invitati, da oltre 40 città.

Le elezioni dell’Assemblea nazionale del 6 dicembre in Venezuela, che sono state caratterizzate da una bassa affluenza alle urne, si sono svolte nel bel mezzo dell’aggressione imperialista e di una profonda crisi economica. Gli Stati Uniti e l’Ue avevano già annunciato in anticipo che non avrebbero riconosciuto i risultati, ma la carta Guaidó non ha più nessun valore e la vittoria del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) annuncia un approfondimento della sua svolta politica verso destra.

Il 29 novembre il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha annunciato tramite un tweet la conquista da parte dell’esercito della città di Macallè, capitale della regione del Tigrè, nel nord dell’Etiopia. Sembrerebbe l’epilogo di una guerra che ha causato un numero imprecisato di morti e feriti e 40mila profughi che sono scappati in Sudan. Ora l’obiettivo di Abiy è di “pacificare” l’area e prendere il controllo della regione. Tuttavia un’escalation del conflitto in una guerriglia prolungata o la sua estensione ad altre regioni dell’Etiopia non è da escludere. Di seguito riportiamo un articolo scritto dai nostri compagni sudafricani che fa chiarezza su quanto è avvenuto e sui retroscena del

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Un enorme movimento di protesta sta scuotendo la società thailandese dalle fondamenta, costringendo il regime a fare dei passi indietro. I giovani, in prima linea in questo movimento, devono rivolgersi alla classe operaia e lottare per porre fine al regime della giunta militare, la monarchia e il marcio sistema capitalista che entrambe rappresentano.

I capitalisti non vedono l’ora che la crisi del COVID-19 finisca e molti prevedono una ripresa economica rapida. Ma la nuova normalità sarà quella della crisi, del caos e della lotta di classe.

Jeremy Corbyn è ritornato nel Partito Laburista, dopo essersi scusato per le affermazioni che ne avevano causato la sospensione. Ma nessun tentativo di riappacificazione soddisferà la destra. La decisione di Starmer di non riammettere Corbyn nel gruppo parlamentare laburista dimostra che questa guerra è tutt’altro che conclusa.

La settimana trascorsa sarà ricordata a lungo nella storia del Perù. Si sono avvicendati ben tre presidenti l’ultimo è caduto sulla base della mobilitazione di massa. Pubblichiamo due articoli apparsi sul sito della Tendenza marxista internazionale che riassumono efficacemente gli avvenimenti e sviluppano la posizione dei marxisti.